Carta acquisti: come funziona e chi può riceverla

Alla cassa del supermercato, mentre si passano pane, latte e farmaci da banco, capita di sentire parlare di una carta che aiuta a coprire le spese essenziali. Si tratta della Carta Acquisti, un sostegno economico pensato per chi ha redditi bassi e rientra in categorie precise. Il meccanismo è semplice, una ricarica pubblica periodica su una carta di pagamento elettronica.

A cosa serve davvero

La Carta Acquisti prevede 80 euro ogni due mesi, quindi 40 euro al mese, accreditati su una carta del circuito Mastercard. Può essere usata per:

  • spese alimentari nei negozi convenzionati
  • acquisti sanitari in farmacie e parafarmacie aderenti
  • pagamento di bollette di luce e gas presso gli uffici postali

In alcuni punti vendita aderenti si può ottenere anche uno sconto del 5%, ma non è automatico ovunque. Nella pratica, molte famiglie e molti anziani la usano soprattutto per le spese più ricorrenti, quelle che arrivano ogni settimana e pesano di più sul bilancio.

Chi può riceverla nel 2026

Le categorie principali sono due:

  • persone con almeno 65 anni
  • genitori di bambini sotto i 3 anni, con carta intestata al genitore

Sul piano economico, i riferimenti più aggiornati indicano un ISEE massimo di 8.230,81 euro sia per gli over 65 sia per i nuclei con bambini piccoli. Per gli over 70 può valere anche un requisito alternativo di reddito annuo fino a 10.974,42 euro.

Qui serve attenzione: alcuni importi possono cambiare leggermente da una fonte all’altra perché vengono rivalutati periodicamente, cioè aggiornati in base all’inflazione. Per questo conviene sempre controllare la modulistica ufficiale di MEF, INPS o Poste Italiane.

Tra i requisiti generali ci sono anche:

  • residenza in Italia e posizione anagrafica regolare
  • titolo di soggiorno idoneo, se non si è cittadini italiani
  • limiti su immobili e utenze, per esempio non avere più di un’utenza elettrica domestica o più di due utenze gas

Come si richiede

La procedura è gratuita:

  1. si scarica il modulo ufficiale
  2. si compila allegando ISEE valido e documenti richiesti
  3. si presenta la domanda agli uffici postali, seguendo le istruzioni aggiornate

Per chi la possiede già, gli accrediti continuano in modo automatico se i requisiti restano confermati.

Il controllo che conviene fare subito

Prima di presentare la domanda, la verifica più utile è questa: ISEE aggiornato, dati anagrafici corretti e situazione patrimoniale coerente con i limiti previsti. Bastano piccoli errori, come un’attestazione scaduta o un’utenza non considerata, per rallentare tutto. Quando si parla di aiuti sociali, la differenza spesso la fa un controllo fatto bene prima, non dopo.

Redazione Rovereto Notizie

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