Se c’è una cosa che noto ogni volta che si parla di risparmio “tranquillo” è questa: basta un numero, anche solo un 2,50% o un 5%, per far drizzare le orecchie a chiunque. E nel 2026 i buoni fruttiferi postali (BFP) stanno tornando spesso nelle conversazioni, perché alcune emissioni, se scelte con criterio, possono offrire i rendimenti più alti del momento dentro un perimetro percepito come semplice e ordinato.
Perché proprio i BFP stanno attirando attenzione nel 2026
I BFP piacciono per tre motivi molto concreti: li capisci in fretta, non paghi commissioni di sottoscrizione e la fiscalità è più leggera di molti strumenti simili. Però c’è un “trucco” che non è un trucco, è solo lettura attenta: il rendimento spesso matura a scatti o arriva davvero a pieno solo a determinate scadenze. Quindi non basta vedere il tasso massimo, bisogna anche chiedersi “per quanto tempo posso lasciarlo lì?”.
I buoni con i rendimenti più alti (quelli da conoscere davvero)
Nel 2026, guardando alle emissioni più citate e alle condizioni tipiche, tre nomi spiccano.
1) Dedicato ai minori, il “lungo respiro” che può arrivare fino al 5%
Se hai un figlio o un nipote, questo è il buono che fa brillare gli occhi perché può arrivare fino al 5% lordo annuo (a seconda dell’età al momento della sottoscrizione e fino alla maggiore età). La logica è semplice: più anni restano davanti, più il piano premia la pazienza.
Da tenere a mente:
- è intestato al minore e pensato per un orizzonte lungo,
- l’effetto vero si vede se lo si mantiene fino alla maggiore età,
- è spesso usato come “regalo intelligente”, perché trasforma una cifra piccola in un progetto.
2) Premium 4 anni, il 2,50% lordo a scadenza ma solo per nuova liquidità
Qui la parola chiave è nuova liquidità. Il Buono Premium 4 anni tende a offrire un 2,50% lordo a scadenza, ma non è “per tutti i soldi che hai già parcheggiato”, è per somme che rientrano in determinati flussi (per esempio accrediti, bonifici, entrate compatibili con le regole del prodotto).
È interessante se:
- vuoi un orizzonte chiaro, quattro anni e stop,
- ti piace l’idea di bloccare una somma senza ansia da oscillazioni,
- hai davvero nuova liquidità disponibile, altrimenti rischi di non poterlo sottoscrivere.
3) Ordinario 20 anni, tassi crescenti fino a circa 2,50% lordo
L’Ordinario 20 anni è meno “scintillante” all’inizio, perché spesso parte con tassi più bassi e poi cresce. Ma è proprio questa la sua identità: premiare la durata, con un rendimento che può arrivare intorno al 2,50% lordo verso la scadenza, in base alle condizioni in vigore.
È una scelta sensata se:
- sai già che non ti serviranno quei fondi nel breve,
- vuoi un percorso di crescita graduale del tasso,
- accetti l’idea che il rendimento massimo è legato alla permanenza.
Altri BFP “da radar” (per strategie diverse)
A volte non serve il più alto in assoluto, serve quello giusto per te. Ecco quelli che molti risparmiatori mettono in shortlist:
- 3×4, fino a 12 anni, con rendimenti “a scalini” (migliora ogni triennio).
- Rinnova 4 anni, pensato per chi reinveste un buono in scadenza, più lineare.
- Indicizzato all’inflazione, utile se vuoi difenderti dall’aumento dei prezzi (tasso fisso più rivalutazione).
- Buono per un Buono 6 mesi, per chi preferisce scadenze brevissime con reinvestimento automatico.
Fiscalità e regole pratiche, qui si decide il netto vero
Due numeri fanno la differenza:
- tassazione 12,5% sugli interessi,
- imposta di bollo dello 0,20% annuo oltre 5.000 euro (in genere esente sotto quella soglia).
In più, spesso si parla di ISEE: i BFP non concorrono fino a 50.000 euro per nucleo familiare, un dettaglio che per molte famiglie cambia la prospettiva.
Come scegliere senza farsi ingannare dal “tasso massimo”
Io mi farei tre domande, sempre:
- Quanto posso tenerlo fermo? Se riscatti troppo presto, potresti prendere molto meno.
- Mi serve flessibilità o certezza? Un 4 anni è diverso da un 20 anni, anche psicologicamente.
- Sto confrontando con alternative e prezzi? Se l’inflazione corre, un rendimento nominale può diventare meno “ricco” di quanto sembri.
La chiusura, quella che vale più di qualsiasi slogan, è semplice: i BFP più interessanti del 2026 esistono davvero, ma danno il meglio solo a chi sceglie la durata giusta e controlla le condizioni aggiornate al momento della sottoscrizione (soprattutto per i prodotti legati alla nuova liquidità). Qui non vince chi corre, vince chi pianifica.




