C’è un momento, quando si parla di Legge 104, in cui senti che le regole stanno per cambiare davvero, non per slogan, ma nella vita di tutti i giorni. Dal 2026 arriva un pacchetto di novità che può portare più respiro a chi assiste o a chi vive una disabilità, ma con un “contro-cambio” che va capito subito: i controlli digitali automatici diventano più rapidi e severi.
Dal 2026: permessi e congedi più “elastici”
La prima notizia che interessa molte famiglie è l’ampliamento del tempo riconosciuto per l’assistenza.
- Restano i classici 3 giorni mensili di permesso.
- Si aggiungono 10 ore annue extra dedicate a cure, terapie, esami e visite. È un dettaglio che sembra piccolo, ma nella pratica può salvare appuntamenti medici che prima finivano in ferie forzate o incastri impossibili.
- Il congedo per assistenza può arrivare fino a 24 mesi, utilizzabili in modo continuativo oppure frazionato, a seconda delle esigenze reali (pensiamo ai periodi di riabilitazione, alle fasi post-operatorie, ai peggioramenti temporanei).
Il punto chiave, qui, è che la norma prova ad avvicinarsi a come funzionano davvero le giornate: non sempre l’assistenza è “a blocchi”, spesso è fatta di ritmi, terapie, controlli, attese.
Agevolazioni economiche: conferme, ritocchi e una carta che “viaggia”
Sul fronte economico, molte misure vengono confermate e rivalutate con piccoli adeguamenti. Non sono rivoluzioni, ma per chi fa i conti con spese ricorrenti, anche incrementi contenuti contano.
Ecco le principali:
- Assegno di inclusione: incrementi indicativi attorno a 130 euro/anno.
- Bonus auto: restano i pilastri più noti, detrazione IRPEF 19% su spesa fino a 18.075,99 euro, IVA al 4% su acquisto o adattamento, e in alcuni casi esenzioni su bollo e IPT (sempre in base ai requisiti).
- Bonus anziani: fino a 850 euro al mese per over 80 con ISEE basso, una misura che può fare la differenza quando l’assistenza diventa quotidiana.
- Carta europea della disabilità: entro il 2027 dovrebbe essere riconosciuta in tutti gli Stati membri, con agevolazioni e sconti in musei e strutture convenzionate. È una di quelle novità che sembrano “lontane”, ma che possono cambiare molto la normalità di un viaggio o di una gita.
La doccia fredda: bonus barriere architettoniche in calo
Qui conviene essere chiari, perché è la parte che può spostare decisioni e tempistiche. Dal 2026 il bonus barriere architettoniche scende dal 75% (valido fino a fine 2025) al 50%.
Se hai in programma lavori come rampe, ascensori, servoscala, adeguamenti del bagno o accessi, la finestra temporale diventa decisiva. Non è solo “quanto recuperi”, è anche come pianifichi preventivi, pratiche e avvio lavori.
Il vero cambio di scenario: controlli digitali INPS più stringenti
La novità che cambia il quadro, però, è un’altra. Da gennaio 2026 l’INPS punta su incroci di dati e verifiche automatiche più rapide e strutturate. L’obiettivo dichiarato è ridurre gli abusi, ma l’effetto pratico è che la documentazione deve essere più coerente, aggiornata e “a prova di algoritmo”.
In caso di irregolarità, i rischi concreti includono:
- Revoca di permessi o agevolazioni.
- Richiesta di restituzione delle somme percepite indebitamente.
- Sanzioni, in base alla gravità e alla situazione.
Le situazioni più esposte, nella pratica, sono quelle in cui ci sono documenti incompleti, informazioni non allineate tra pratiche diverse, condizioni cliniche variabili, oppure un uso dei permessi che non risulta coerente con le finalità previste.
Cosa fare subito: una checklist che evita brutte sorprese
Prima che i controlli diventino più rapidi, ha senso fare un controllo “preventivo” del proprio fascicolo. Non è paranoia, è manutenzione.
- Verbale 104: verifica che sia presente e, se necessario, con connotazione di gravità.
- ISEE aggiornato: è la vera chiave che apre o chiude molte porte, perché incide su soglie e accessi.
- Stato di famiglia e dati di convivenza: utili per dimostrare legami e requisiti, soprattutto quando l’assistenza è stabile.
Se c’è un messaggio da portarsi a casa è questo: dal 2026 non basterà “avere diritto”, sarà fondamentale anche dimostrarlo in modo ordinato e aggiornato. E quando tutto è in regola, le nuove ore extra e l’estensione dei congedi possono diventare un aiuto reale, finalmente più vicino alla vita vera.




