Monete da 5 lire con delfino: se trovi questa variante hai un tesoro

Ti è mai capitato di svuotare un vecchio salvadanaio, o di aprire quel cassetto “delle cose di una volta”, e sentire per un attimo il cuore accelerare? Con le 5 lire col delfino succede spesso così: sembrano monetine leggere, quasi insignificanti, eppure una data precisa può trasformarle in un piccolo colpo di scena.

La regina: 5 lire Delfino 1956, perché tutti la cercano

Tra le monete italiane del dopoguerra, la 5 lire Delfino del 1956 è diventata una sorta di leggenda domestica. Il motivo è semplice e molto concreto: ne furono coniati circa 400.000 esemplari, un numero minuscolo rispetto alle altre annate della stessa serie, prodotte per decenni in quantità enormi.

In pratica, molte 5 lire col delfino si trovano ancora in giro, ma quella del 1956 no, o comunque molto più raramente. E quando salta fuori, la domanda successiva è sempre la stessa: “In che stato è?”

Identikit della moneta: cosa devi vedere a colpo d’occhio

Questa moneta è in alluminio, quindi ha due caratteristiche immediate: è leggerissima e si segna con una facilità disarmante. Proprio per questo, gli esemplari ben conservati sono difficili da trovare.

Elementi principali del disegno:

  • Dritto: il delfino (il protagonista assoluto, facile da riconoscere)
  • Rovescio: un timone
  • Aspetto generale: linee pulite, minimaliste, che mettono in evidenza qualunque graffio o colpo

Se vuoi inquadrare il contesto, questa rientra nella numismatica, dove rarità e conservazione fanno spesso la differenza tra “curiosità” e “pezzo importante”.

La valutazione: i tre punti che fanno davvero la differenza

Quando un perito prende in mano una 5 lire 1956, di solito la “legge” in pochi secondi, seguendo sempre lo stesso rituale. E puoi farlo anche tu, con un minimo di attenzione.

Ecco cosa osservare:

  1. Bordi
  • Sono i primi a rovinarsi. Cerca colpi, schiacciamenti, segni da caduta.
  1. Rilievi
  • Il delfino deve avere contorni nitidi. Se è “piatto” o sfocato, significa usura da circolazione.
  1. Superficie
  • L’alta conservazione si riconosce da quella brillantezza originale dell’alluminio, una luce fredda e uniforme. Se la superficie è opaca o piena di micrograffi, il valore scende.

Un trucco semplice ma efficace: usa una luce radente (una lampada laterale, anche quella del telefono va bene). Se i rilievi “saltano fuori” netti e la moneta sembra ancora viva, hai un buon segnale.

Quanto vale davvero: la fascia di prezzo, senza illusioni

Qui arriva la parte che tutti aspettano, ma va detta con sincerità: non basta che sia del 1956, deve anche essere messa bene.

Indicazioni tipiche di mercato (molto legate alla conservazione):

  • FDC (Fior di Conio): 200-3.500€
  • È il livello massimo, raro, da collezione seria, talvolta da asta.
  • qFDC/SPL: 300-1.000€
  • Pochi segni, rilievi forti, presenza di lustro ancora percepibile.
  • MB (Molto Bella): circa 60€
  • Usurata, ma riconoscibile e “dignitosa”.
  • Stato circolato: pochi euro
  • Tipica moneta vissuta, interessante più per affetto che per investimento.

E sì, nella pratica non è impossibile che un collezionista arrivi a pagare anche 2.000€ per un esemplare davvero notevole, ma succede quando conservazione, autenticità e domanda si incastrano alla perfezione.

Le varianti che fanno impazzire i collezionisti

Oltre al 1956, esistono varianti che accendono la curiosità:

  • 1989 con timone rovesciato
  • Variante ricercata perché “stona” rispetto alla posizione abituale del timone.
  • 1951 con scritta “prova”
  • È una tipologia considerata rarissima e discussa, da verificare sempre con attenzione e perizia.

Qui il consiglio è uno solo, ed è quello che ti evita brutte sorprese: per varianti e presunte rarità, serve un controllo professionale.

Se ne trovi una: cosa fare subito (e cosa evitare)

Se pensi di avere tra le mani la 5 lire Delfino 1956, fai così:

  • Non pulirla, niente abrasivi, niente “rimedi della nonna”
  • Maneggiala dai bordi, meglio con guanti o comunque con mani asciutte
  • Conservala in una bustina o capsula adatta
  • Fai verificare data, stato di conservazione e autenticità da un esperto

La “risposta” al mistero è questa: il tesoro non è la monetina in sé, ma la combinazione tra annata 1956 e conservazione alta. È lì che una piccola 5 lire, leggera come una piuma, può diventare improvvisamente pesante, ma nel senso più bello del termine.

Redazione Rovereto Notizie

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