Hai appena acceso la vecchia stufa e il vetro si è già annerito, il calore arriva, ma consumi e fumo fanno pensare che sia il momento di cambiarla. È proprio in questi casi che può entrare in gioco il contributo regionale collegato al Conto Termico 2.0, un aiuto che, in alcuni bandi attivi o riaperti in base ai fondi disponibili, può arrivare fino a 8.000 euro per sostituire impianti a biomassa poco efficienti con soluzioni più moderne.
Chi può richiederlo
Il profilo tipico è abbastanza preciso. Possono accedere le persone fisiche che risultano proprietarie dell’immobile oppure che hanno ricevuto dal GSE l’assegnazione del contributo Conto Termico 2.0 nel 2024.
L’impianto da sostituire deve essere uno di questi:
- camino aperto
- stufa a legna o pellet
- caldaia a legna o pellet
In più, deve avere potenza fino a 35 kWth e una classificazione ambientale fino a 4 stelle. La sigla “5 stelle” indica il livello più alto di prestazione ambientale per molti generatori domestici, quindi minori emissioni e migliore efficienza.
Quali interventi rientrano
Sono ammessi gli interventi di sostituzione con:
- generatori a biomassa classe 5 stelle
- pompe di calore
Il pagamento deve essere effettuato con bonifico tracciabile, spesso richiesto nella forma di bonifico parlante. Nella pratica, installatori e tecnici controllano subito due documenti: certificazione del produttore e scheda tecnica del nuovo apparecchio, perché senza questi passaggi la pratica rischia di bloccarsi.
Quanto si può ottenere
| Nuovo impianto | Contributo massimo |
|---|---|
| Caldaia a legna | 8.000 euro |
| Caldaia a pellet | 7.000 euro |
| Pompa di calore | 6.000 euro |
| Termocamino, termostufa, termocucina | 5.000 euro |
| Camino a legna o pellet | 4.000 euro |
| Stufa a legna o pellet | 3.000 euro |
L’importo effettivo può comunque variare in base al bando, alle spese sostenute e alla documentazione ammessa.
Come fare domanda oggi
Qui c’è il punto decisivo: non si tratta di un bonus nazionale unico, ma di un bando regionale. In Emilia-Romagna, per esempio, l’accesso è passato dal portale regionale con SPID, finanziato con fondi del Ministero dell’Ambiente. Le finestre possono cambiare nel 2026, soprattutto se i fondi residui vengono esauriti rapidamente.
Di solito servono:
- fatture
- bonifico
- certificazione 5 stelle
- schede tecniche
- pratica ENEA entro 90 giorni, con codice CPID
Esistono anche altre agevolazioni, come l’Ecobonus 2026, ma sono strumenti diversi e non coincidono con questo contributo fino a 8.000 euro.
Se stai pensando di sostituire la stufa o la caldaia, la mossa più utile è una verifica immediata su portale regionale, ENEA e GSE: i requisiti sono rigidi, ma quando ci sono i fondi disponibili il risparmio può essere molto concreto.




