Apri l’app della banca, vedi l’addebito del mutuo e la domanda arriva subito: la rata resterà simile o inizierà a salire? Dopo la riunione del 5 febbraio 2026, con la BCE ferma al 2%, le banche stanno mantenendo i tassi abbastanza stabili, con lievi ritocchi verso l’alto in alcuni casi. Il risultato più visibile è che oggi i mutui a tasso variabile restano, in media, più convenienti dei fissi.
Cosa cambia davvero per la rata
Per chi ha un variabile, il riferimento principale è l’Euribor, cioè il tasso interbancario usato per calcolare molti finanziamenti indicizzati. Se questo parametro resta nell’area 2% e 2,9% nei prossimi mesi, su un mutuo da 130.000 euro a 25 anni la rata potrebbe crescere in modo graduale, indicativamente di 15-30 euro al mese. Non è un aumento identico per tutti, perché contano anche spread, durata residua e condizioni contrattuali.
Sul fronte delle nuove offerte, il TAN medio variabile si colloca intorno al 2,65%, con proposte migliori vicino al 2,21%. Il fisso, invece, viaggia attorno al 3,43%, circa 80 punti base sopra il variabile. Tradotto, su un mutuo da 180.000 euro a 20 anni, la rata del fisso può risultare anche di circa 54 euro in più rispetto a un anno fa, a seconda della banca e del profilo del cliente.
Perché i variabili restano osservati speciali
Chi segue il mercato lo sa, quando l’inflazione torna a farsi sentire, le banche diventano più prudenti. Per questo il variabile oggi appare competitivo, ma va scelto con attenzione. Nella pratica, molti consulenti suggeriscono di simulare non solo la rata attuale, ma anche quella con un aumento di 0,5 punti del tasso.
Agevolazioni che possono fare la differenza
La Manovra 2026 conferma strumenti utili:
- Fondo Garanzia Mutui, rifinanziato con oltre 440 milioni
- garanzia fino all’80% per under 36, giovani coppie e famiglie con requisiti previsti
- accesso legato a ISEE fino a 40.000 euro e prima casa non di lusso fino a 250.000 euro
- conferma di bonus ristrutturazione, bonus mobili, ecobonus e sismabonus
Per molti nuclei, queste misure compensano almeno in parte il peso di tassi meno leggeri rispetto al recente passato.
Le mosse più sensate adesso
Se hai già un mutuo, controlla quattro punti:
- tipo di tasso e indice applicato
- differenza tra rata attuale e rata simulata tra 6 o 12 mesi
- possibilità di surroga, anche verso soluzioni fisse o green
- requisiti per garanzie pubbliche e detrazioni
La scelta migliore, oggi, non è inseguire il tasso più basso in assoluto, ma capire quanto margine hai se il mercato si muove un po’. È lì che una rata sostenibile resta davvero sostenibile.




