Quando si svuota un cassetto dopo un lutto, insieme ai documenti spunta quasi sempre la stessa domanda: chi ha diritto alla pensione del familiare che è venuto a mancare? La risposta dipende dal rapporto di parentela, dai contributi versati e dal reddito di chi resta, ma le regole dell’INPS sono abbastanza precise.
Chi può ottenerla
La pensione di reversibilità spetta se il defunto era già pensionato. Se invece non era ancora in pensione, si parla di pensione indiretta, cioè una prestazione calcolata sui contributi maturati.
I beneficiari principali, in ordine di priorità, sono:
- Coniuge superstite, anche separato, in alcuni casi divorziato se titolare di assegno stabilito dal giudice.
- Figli minorenni, studenti fino a 26 anni se a carico e senza lavoro stabile, oppure inabili.
- Genitori, fratelli o sorelle, solo in assenza di coniuge e figli e con requisiti specifici, come carico economico e redditi contenuti.
Per la pensione indiretta servono almeno 15 anni di contributi, oppure 5 anni, di cui 3 versati negli ultimi 5 anni prima del decesso.
Come si calcola l’importo
La base di partenza è la pensione lorda percepita dal defunto, oppure quella che avrebbe maturato. Su questa si applicano quote fisse:
| Nucleo superstite | Quota spettante |
|---|---|
| Coniuge solo | 60% |
| Coniuge e 1 figlio | 80% |
| Coniuge e 2 o più figli | 100% |
Esempio pratico: se la pensione lorda annua era di 20.000 euro, al coniuge solo spettano 12.000 euro lordi annui. Nella pratica, patronati e consulenti controllano sempre il lordo, non il netto, perché è su quello che l’istituto effettua i conteggi.
Attenzione al reddito del superstite
L’importo può ridursi in base ai redditi IRPEF del beneficiario. Le soglie vengono aggiornate ogni anno, quindi i valori vanno sempre verificati sul periodo di riferimento.
Per fare un’idea, le riduzioni possono essere:
- nessuna fino alla prima soglia
- 25%, 40% o 50% oltre determinati limiti di reddito
In presenza di figli aventi diritto, le regole sulle riduzioni possono cambiare, quindi è bene controllare il caso concreto.
Come presentare la domanda
La richiesta si può inviare:
- online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS
- tramite patronato
- con il contact center
Di solito servono:
- certificato di morte
- documenti di identità
- stato di famiglia
- atti di matrimonio, separazione o divorzio
- dichiarazione dei redditi
Il termine massimo per chiedere gli arretrati è ampio, ma muoversi presto evita errori e ritardi. Se c’è un dubbio su quote, redditi o requisiti dei figli, un controllo con patronato o simulatore INPS è spesso la strada più semplice per capire davvero quanto spetta.




