Stai svuotando un cassetto, trovi qualche vecchia moneta in lire e tra queste spunta una 20 lire del 1970 con il ramo di quercia. A prima vista sembra una moneta comunissima, quasi da resto dimenticato. Eppure c’è un particolare minuscolo che può fare una differenza concreta, la lettera vicino alla scritta L·20.
Il punto da controllare subito
Il dettaglio decisivo è il segno di zecca, cioè la lettera che si trova sotto il ramo di quercia, a sinistra di L·20. Nella pratica, chi si occupa di numismatica parte sempre da lì, perché è uno dei controlli più rapidi per distinguere una moneta comune da una variante interessante.
Le lettere possibili sono due:
- R, la versione più diffusa
- P, la variante rara e molto più ricercata
La R indica la moneta ordinaria, con una tiratura molto ampia. La P, invece, è associata a una produzione limitata o a una prova di conio, interpretazione riportata spesso nei cataloghi di settore.
Quanto può valere davvero
Qui conviene essere chiari. Il valore dipende da variante, stato di conservazione e, nei casi migliori, anche da una perizia professionale.
Se trovi la lettera R
È la situazione più comune. In genere:
- moneta usurata, valore quasi simbolico
- esemplare ben conservato, circa 0,30 a 3 euro
- in FDC, cioè Fior di Conio (moneta senza segni evidenti di circolazione), resta comunque poco richiesta
Se trovi la lettera P
Lo scenario cambia:
- in buona conservazione, il valore è già più interessante
- in FDC, si parla spesso di circa 22 a 63 euro
- se periziata e davvero eccellente, può arrivare indicativamente a 50 o 80 euro, talvolta anche qualcosa in più secondo domanda e mercato
Sono cifre orientative, non garanzie assolute. Condizione reale, autenticità e richiesta dei collezionisti contano molto.
Come controllarla senza sbagliare
Per una verifica rapida:
- usa una luce forte
- prendi una lente o la fotocamera del telefono in modalità macro
- guarda la zona sotto il ramo di quercia
- verifica se la lettera è davvero P e non una R consumata
Se la moneta sembra promettente, evita di pulirla. È un errore frequente: una pulizia aggressiva può ridurre l’interesse collezionistico.
Bastano davvero due minuti per capire se hai in mano una monetina da pochi centesimi o un piccolo pezzo degno di attenzione. Quando si parla di lire, il dettaglio giusto vale più dell’apparenza generale.




