TFR in azienda o nel fondo pensione: quale scelta può convenire oggi

Apri la busta paga, ti chiedi dove stia davvero lavorando meglio quel denaro, guardi quella voce messa da parte mese dopo mese. La scelta tra lasciare il TFR dove finisce in automatico oppure mandarlo a un fondo pensione sembra difficile, ma riguarda da vicino stipendio, tasse e pensione futura. Oggi, più che cercare una risposta giusta per tutti, conviene capire in quali casi una scelta o l’altra può essere più conveniente.

Da cosa davvero cambia la convenienza

Lasciato in azienda, il TFR segue un aumento stabilito per legge, pari a 1,5% fisso più il 75% dell’aumento dei prezzi. Per chi preferisce una crescita più stabile e facile da calcolare, è un sistema semplice e facile da capire, molto apprezzato.

Nel fondo pensione il TFR viene usato, invece, per comprare investimenti. Questo vuol dire che il risultato, a seconda del tipo scelto (obbligazionario, bilanciato, azionario) e del tempo che si vuole aspettare, può essere più grande o più piccolo. Chi lavora da anni in questo campo vede spesso una regola semplice: per chi ha anni per sopportare i sali e scendi dei mercati, più tempo manca alla pensione, più il fondo pensione tende a diventare conveniente.

Spesso molto importante, il problema delle tasse

Una parte importante della scelta si decide proprio qui.

Le tasse finali, lasciando il TFR fuori dal fondo pensione, seguono il modo della tassazione separata, calcolata secondo regole precise al momento del pagamento. Nel lungo periodo, invece, nel fondo pensione le tasse possono essere più leggere, soprattutto sul pagamento finale: la percentuale, in base agli anni di partecipazione, parte dal 15% e può scendere fino al 9%.

Spesso si aggiunge il versamento del capo se metti anche un versamento volontario nel fondo pensione negoziale previsto dal contratto: c’è poi un particolare che molti scoprono tardi. In pratica, non entra solo il tuo TFR, ma anche una somma in più che può cambiare molto quanto ti conviene.

Quando può avere più senso il fondo pensione

Se ti ritrovi in queste situazioni, il fondo pensione di solito viene visto in modo positivo:

  • hai tanti anni di lavoro davanti
  • vuoi creare una pensione in più
  • puoi avere l’aiuto di soldi dal capo
  • sei pronto ad accettare un po’ di cambiamento nei guadagni
  • vuoi usare un modo di pagare le tasse forse più vantaggioso nel tempo lungo

Per paragonare i gruppi, l’autorità che controlla i fondi pensione offre un aiuto utile: la carta scritta da COVIP. Le schede dei costi e i guadagni passati aiutano a capire come sono fatti e quanto possono essere rischiosi, non promettono risultati futuri ma offrono un buon punto di partenza.

Quando può essere più giusto lasciare il TFR fuori

Se ti ritrovi in queste situazioni, può sembrare logico tenere il TFR fuori dal fondo:

  • sei quasi alla pensione
  • preferisci un modo di aumento più facile da capire
  • non vuoi rischiare nei mercati finanziari
  • non vuoi versare altri soldi in più
  • hai bisogno di una scelta facile, senza scegliere cassetti e strade di investimento

Va anche ricordato che il TFR non resta davvero nei soldi dell’azienda ma, nelle aziende con almeno 50 lavoratori, va nel Fondo Tesoreria INPS. Per il lavoratore, però, il senso della scelta resta quasi lo stesso.

Prima di decidere, tre controlli facili

Fai queste prove, prima di firmare:

  1. Verifica se puoi avere il contributo del datore di lavoro
    È uno degli aspetti che rende più spesso conveniente il fondo pensione.

  2. Guarda quanti anni mancano alla pensione
    Il tempo, con 20 o 30 anni davanti, ha un ruolo molto diverso rispetto a chi è quasi a fine lavoro.

  3. Leggi i costi e il settore scelto
    Nel tempo può fare molta differenza un fondo con costi bassi e una scelta adatta al tuo tipo di persona.

Non è sempre la stessa oggi la scelta più conveniente: chi ha tempo, costanza e vantaggi sui versamenti può premiare il fondo pensione, mentre per chi cerca sicurezza e facilità il TFR lasciato fuori resta una soluzione più semplice e diretta. Per trasformare una decisione difficile in una scelta davvero utile per il tuo domani, bastano due numeri letti bene: i soldi che mette il datore e gli anni di lavoro, soprattutto se hai dubbi.

Redazione Rovereto Notizie

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