Cosa fare se il gatto graffia i mobili? Il metodo più usato per correggere il comportamento

Ti basta distrarti un attimo, una telefonata, il campanello, e senti quel suono inconfondibile: graffio, graffio, graffio. Ti giri e lui è lì, serafico, come se il bracciolo del divano fosse nato per quello. La buona notizia è che non lo fa “per dispetto”. E la soluzione più usata, quella che funziona davvero nella maggior parte dei casi, non è la punizione: è dare al gatto un’alternativa migliore.

Perché il gatto graffia, e perché è normale

Graffiare è un comportamento naturale: serve ad affilare le unghie, stirare muscoli e spalle, e lasciare segnali visivi e odorosi. In pratica è un piccolo rituale quotidiano di “casa mia”. Capirlo cambia tutto, perché smetti di combattere l’istinto e inizi a indirizzarlo.

Un’idea utile è questa: il gatto non smetterà di graffiare, ma può smettere di farlo .

Il metodo più usato: tiragraffi giusti, nel posto giusto

La strategia più efficace è combinare tre cose: tiragraffi adatti, posizionamento strategico e mobili resi meno interessanti (solo per un periodo).

1) Scegli il tiragraffi che il tuo gatto “sente” giusto

Non esiste un modello unico, esiste quello che piace al tuo micio. Di solito funzionano bene:

  • Verticale (alto e stabile): ideale per chi ama stirarsi in su
  • Orizzontale: perfetto per chi “scava” sul tappeto o sul bordo del letto
  • Materiali: sisal, cartone, tessuti ruvidi specifici

Un dettaglio spesso sottovalutato: il tiragraffi deve essere stabile. Se traballa, molti gatti lo evitano e tornano al mobile, che invece non si muove mai.

2) Mettilo dove il gatto graffia, non dove “sta bene”

Se il tuo gatto graffia il divano, il tiragraffi va vicino al divano. Se graffia la porta della camera, va lì. Sembra banale, ma è il punto decisivo.

Le zone più “calde” sono spesso:

  • vicino a punti di riposo (divano, letto)
  • in aree di passaggio
  • dove il gatto si “attiva” al risveglio

Metterne uno solo in un angolo nascosto di casa, di solito, non basta.

3) Rendilo attraente senza forzare

Qui si gioca di fino. L’obiettivo è far dire al gatto: “Ah, questo è perfetto”.

Puoi provare:

  • un pizzico di erba gatta
  • feromoni sintetici (spray o diffusore) per rendere l’area più rassicurante
  • una vecchia maglietta con il tuo odore appoggiata vicino (molti gatti la trovano confortante)

Se lo prendi in braccio e lo “spingi” sul tiragraffi, rischi l’effetto opposto. Meglio invitarlo con calma, e premiare quando lo usa (anche solo con una carezza o un bocconcino).

Ripulisci i mobili: via l’odore che “richiama”

Se il mobile è già graffiato, spesso è diventato un punto di marcatura. Per interrompere il ciclo, è utile pulire bene la zona con detergenti adatti (meglio se specifici per eliminare residui odorosi). L’idea è togliere quel “promemoria” invisibile che dice: si graffia qui.

Protezione temporanea: rendi il divano meno invitante

Nel frattempo, proteggi il mobile per qualche settimana, giusto il tempo di spostare l’abitudine.

Soluzioni comuni e pratiche:

  • nastro biadesivo (molti gatti odiano la sensazione appiccicosa)
  • fogli di alluminio o plastica adesiva protettiva
  • coperture lisce, lenzuola tese
  • repellenti naturali delicati (note agrumate o lavanda), da testare con cautela

Queste barriere non devono essere “per sempre”, servono a creare una finestra in cui il tiragraffi diventa la scelta più comoda.

Cosa evitare: punizioni e metodi stressanti

Sgridare, punire o usare acqua a sorpresa spesso insegna solo una cosa: graffiare quando non guardi. Inoltre lo stress può aumentare i comportamenti di marcatura.

Se vuoi un riferimento rapido, pensa così: meno paura, più alternative. È il cuore del rinforzo positivo, concetto centrale nell’addestramento degli animali.

Quando chiedere aiuto

Se il comportamento aumenta improvvisamente, se ci sono segnali di ansia, o se niente cambia dopo qualche settimana di tentativi con texture e posizioni diverse, ha senso parlare con veterinario o comportamentalista. A volte dietro c’è stress, noia, o cambiamenti in casa che il gatto sta “scrivendo” sui mobili.

Con pazienza e un po’ di strategia, di solito succede una cosa sorprendente: non devi più “vietare” il graffio, devi solo reindirizzarlo. E il divano, finalmente, può tirare un sospiro di sollievo.

Redazione Rovereto Notizie

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